I castelli costruiti sulla sabbia…

La lentezza del cambiamento

Ciò che conta tra i banchi di scuola è la capacità di autodeterminare se stessi mediante un’interrogazione, dimostrazione delle proprie capacità cognitive e di preparazione. Invece nel selvaggio mondo è fondamentale aver accumulato il più possibile. La quantità supera la qualità e di certo concepiamo idee limitate al caso in questione poiché il solo obiettivo resta PRODURRE!

Al contrario esistono contesti molto piccoli che curano le tradizioni e le evoluzioni. La peculiarità del loro lavoro è un rito sacro che trasmette emozione ed energia.

I vari settori che occupano il mercato del lavoro non sono decisamente tutti classificabili, ma in tale articolo mi riferisco ad aziende che spesso e volentieri operano secondo l’unica via che conoscono il DENARO. 

Mentre gli studiosi dell’innovazione già introducono l’Economia 0.0, ovvero l’invito a mettere l’uomo al centro di qualsiasi settore affinché l’economia, la politica e tutte le discipline siano uno strumento per raggiungere un fine. 

Ahimè è dura dover ammettere che personalmente riscontro molti contesti in cui la prima voce delle priorità aziendali non è affatto l’uomo ma il denaro. Ciascuna attività che ha come scopo primario IL GUADAGNO è destinata a vivere in eterna stasi. Per carità c’è chi ambisce a questo pseudo equilibrio. Ma come dice Elon Musk:


“C’è la sciocca nozione che il fallimento non sia un’opzione alla NASA. Il fallimento è un’opzione qui. Se le cose non stanno fallendo, non stai innovando abbastanza. “

Un fallimento, un rischio, un investimento sono ingredienti fondamentali per l’evoluzione e la crescita di qualsiasi settore. Alcune aziende sono davvero deludenti per il XXI secolo. Non lasciatevi ingannare da false promesse che mascherano lo SFRUTTAMENTO oppure fatelo! Tanto ad errore commesso saprete davvero cosa volete da voi stessi!

   
“In realtà l’unica cosa che ha senso è lottare per una maggiore illuminazione collettiva.” Elon Musk

La teoria è sempre più veloce della pratica perché siamo incatenati ad un sistema mentale che non permette all’anima di ciascuno di agire con un’energia più determinate del pensiero. La verità è che quella “cosa” che abbiamo dentro, che può essere definita come energia, anima, spirito, Dio interiore ecc…, quando agisce non chiede il permesso alla mente. Agisce e basta. Invece noi siamo abituati a mettergli le briglie. Così delle effimere e scadenti idee tramontano dopo poco. Il mercato è spietato e se continua a vigere l’imbroglio dei consumatori,dei fornitori, della manodopera e quant’altro il giusto posto sarà poi decretato dalla giustizia universale.

L’elevazione è un passo verso l’essere divini!

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A tu per tu con te!

Cosa provi quando ti guardi dentro? Come ti giudica la gente quando passi tra le vecchie aiuole della prima scuola? Quante volte la domanda: “Ciò che faccio mi rende davvero felice?” ci risuona nella gabbia toracica? Spesso nella vita si cede il passo a un qualcosa che ci rende forti davanti ad altri. Così nessuno potrà dirci nulla! Stiamo lavorando e stiamo facendo tutto ciò che la società prevede da noi! A volte capita che ci si sente una nota stonata rispetto a tutto ciò che altri hanno costruito per noi. Si perde il brio del fare, del progettare e qualsiasi avanzamento lo si percepisce come la realizzazione di un desiderio espresso da tutti meno che da te. Chi sono, cosa voglio fare e dove voglio essere: diventano il rebus della tua esistenza. Vaghi disorientato dal frastuono mondano, dal chiasso dei giornali e dai catastrofismi dei complottisti. Accade che ci si sottrae da tutto e ciò che prima era un puro entusiasmo egoico ora è disillusione. I piedi stanchi cercano ristoro sull’erba bagnata e la rugiada si fa sentire solleticando la pelle ruvida. Le preoccupazioni per un istante cessano, ma subito dopo riprendono la corsa per via del giudizio che ognuno ha su di sé. Il mondo ci riporta ciò che l’inconscio ha assorbito, ciò che crede veramente. È più vero della verità. E il vero è che ci si sente impotenti, annientati e le maschere iniziano a sciogliersi. E cosa resta di quel che sei? Ora sei solo tu! Senza filtri né menzogne. Ci si accorge che quelle maschere servivano per proteggerti da te stesso. Non esiste niente all’infuori di te, tutto è una  tua proiezione, il tuo modo di percepire e di decidere se meritare o no quella felicità di cui si parlava all’inizio. È doloroso, ma è energia…esattamente quella energia che prima ricercavi nella soddisfazione dell’ego! La vera energia è lì dentro! 

꧁IL CENTRO DEL CUORE ꧂

Ehi man! Non ti basta questo Mondo, vero? Cosa riesci a vedere oltre la paura? Può essere facile spiegare le ali eppure questo rischio tira in ballo la paura di morire! Cosa ti tormenta? Quando chiudi gli occhi ti presterò i miei affinché tu non resti al buio.   

Ehi man! Hai sentito l’eco dell’Universo? Le lettere dei nostri nomi si confondono, riverberano nello spazio rimbalzando di galassia in galassia. Ho paura anch’io di vagare senza una meta. Abbiamo la certezza di vivere momenti insiemi, di sollevarci insieme, di contare sulle forze ed amore reciproci. Ti sembra così poco?

Ehi man! Senti cosa vibra nelle nostre vene, ascolta le nostre corde quale melodia scelgono di cantare. Un pugno nella stomaco e la voglia di sentirsi vivi! Respira con me questo gelo, abbandoniamoci ai suoi sospiri. Ritorniamo ad essere piume che giocano con il vento, leggeri e veri. Possiamo saltare da questa cascata per vivere oltre tutta questa schiavitù. Afferra la mia mano e saprò che ci sei!

M.Elena Didonna 

Awakening

Ci sono attimi di felicità: momenti indescrivibili, senza definizione né forma. Ci arrivano e ci invadono. Sino a che ci stravolgono l’esistenza, perdurando nelle nostre vite. Ma siamo così tanto abituati a lamentarci ed auto-commiserarci che non vediamo. Preferiamo avere il controllo sulle persone, interpretare gli stessi personaggi e reiterare i conflitti relazionali piuttosto che ascoltare, lasciare andare e sollevare.

Ho sentito dire da un marito ad una moglie: “Sei brutta e trasandata! Mi fa schifo starti accanto!”

Ho sentito dire da una moglie a un marito: “Sei un fallito di mezza età, stempiato e grasso!”

Questo genera traumi, mostri e limiti.

Che cosa ci impedisce di accogliere la nostra vera pienezza (come persone e come anime)?

Tutto fila liscio, tutto è manipolato e controllato dal nostro modo compulsivo di affrontare le situazioni. È sufficiente che una virgola sia fuori posto perché il nostro mondo incantato e perfettamente confezionato crolli.

D’un tratto l’illuminazione…

Di colpo ci svegliamo come se avessimo dormito sino ad allora. Osserviamo il nostro presente senza riconoscere nulla, per quanta strada potessimo mai aver fatto. Le nostre azioni cambiano matrice e obiettivo. Le percezioni si amplificano e con loro anche le prospettive.

L’ego frigna mentre l’anima ci sussurra dove andare.

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Da Varsavia con Amore

Il 2018 è un anno imprevedibile per me…in positivo, ovviamente.

Un viaggio inaspettato e avventuroso ha bussato alle porte di settembre. La meta è così lontana, ma così vicina al cuore dei viaggiatori romantici.

VARSAVIA

È una città accogliente, densa di storia e di amore patriottico. È una città che può competere con le altre capitali europee. La sua energia ed eleganza stravolge il significato di bellezza di chiunque calpesta le sue strade.  La grandezza di questo popolo e della loro amatissima terra risiede nel coraggio e nell’orgoglio di aver combattuto per la loro libertà e di aver costruito sulle vecchie macerie una nuova storia!

warsaw-2903684_960_720Palazzo della cultura e Skyline

Nel ’39 i nazisti occuparono Varsavia. Relegarono gli ebrei nel ghetto e senza pietà li sterminarono. Nel 1944 Varsavia era in rivolta. I ribelli resistettero per sessantatré giorni sino a che i nazisti incendiarono la città e condannarono l’intera popolazione alla traversata verso l’inferno, su quei treni stracolmi e disumani . Sulle sponde opposte del fiume Wisła vi erano gli spettatori astenuti: i sovietici. Essi videro cadere Varsavia senza alcuna premura. Varsavia era un cumulo di cenere.

DAL WEB

Destroyed_Warsaw,_capital_of_Poland,_January_1945

Warsaw_1944

Durante la guerra fredda Varsavia divenne la capitale della Repubblica Polacca, sotto scacco sovietico. Ricostruirono fedelmente il centro storico, le chiese e gli edifici più importanti, tranne il ghetto ebraico.

IMAG0159 (2)1. Piazza del Castello  (Plac Zamkowy) dominata dal Castello Reale ( 2. Zamek Królewski), risalente al XIV secolo e ricostruito tra il 1971 e il 1988 dopo la  distruzione dei nazisti nel 1944. Sulla piazza si affaccia anche la “Colonna di Sigismondo” (Kolumna Zygmunta), eretta nel 1644 per commemorare il Re polacco Sigismund III Vasa. Egli ha spostato la capitale da Caracovia a Varsavia.

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2. Zamek Królewski

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IMAG01712. St. John’s Archcathedral.

 

1024px-Warsaw_Old_Town_Market_Square_103.”Piazza del Mercato della Città Nuova”  Rynek Starego Miasta.
IMAG0180_LI4.Sirena nella Piazza del mercato: simbolo di Varsavia
IMAG0185 (2)_LI5. Barbacane di Varsavia.
IMAG01926. Tributo ai bambini che presero parte all’insurrezione.

Parco Lazienki

IMAG0255Monumento a Chopin.
Il Palazzo di Lazienki, residenza dello zar russo nel periodo dell'occupazione della PoloniaPalazzo di Lazienki, residenza dello zar russo.

Una città sconvolgente che racchiude un potenziale di bellezza estremo.

Ogni Paese ha le sue ferite ed i suoi demoni…ed è proprio per questo che dobbiamo godere del nostro presente ogni secondo della nostra esistenza. La vita è un dono immenso. Ella ti dà ciò che chiedi senza esitare perché si fida di te.

Questo viaggio ha aperto le mie prospettive, ampliato il mio ascolto e accentuato il mio silenzio.

Grazie Polonia! Grazie Varsavia!

Che cos’è un nome?

Inaspettatamente l’Universo, senza pronostici né programmi di sorta, ti sorprende. Ad un tratto la tua vita cambia, sembra intraprendere una piega diversa, o per lo meno così immagini che stia avvenendo. Ad ogni modo la vita ti parla, costantemente.

keghan-crossland-42934-unsplash Ph.Keghan Crossland- Unsplash Site

Prima di batter ciglia ti accorgi che sei “stufo” di molte cose, una delle quali è il porsi dei limiti per qualsiasi motivo possibile o impossibile, immaginabile o non. Sei anche deluso dalla gabbia che ti sei costruito e dai racconti che ti sei narrato per giustificare il ruolo che interpreta la tua parte egoica. Sei stanco della gente che chiacchiera, che si lamenta, che da consigli senza lavorare sul sé e c’è persino chi crede di farlo dunque si sente in diritto e dovere di prenderti a calci e di insegnarti qualcosa. Quanto è facile cadere nel tranello dell’ego. In realtà nessuno può permettersi di intervenire, tranne chi con amore e consapevolezza ti fa da specchio.

janko-ferlic-526131-unsplashPh. Janko Ferlič
Unsplash Site

Questa trasformazione muove qualcosa che forse prima ad ora non avevi percepito. Tutto il tuo mondo si capovolge portando via le scorie che hanno incatenato la tua vita: un passato scomodo, delle relazioni tossiche, ecc… Le tue maschere egoiche escono allo scoperto.

spencer-imbrock-487035-unsplash.jpgPh. Spencer Imbrock- Unsplash Site

Chi sono? Da dove vengo? Perché sono qui?

Tutti gli attaccamenti urlano! Essi irrompono nella quotidianità, mentre tu taci! Silenzioso e compiaciuto vivi l’attimo che ti passa accanto ogni secondo della tua vita. Inizi a percepire il tuo universo: come si muove, cosa dice e dove vuole andare. I conflitti divengono vividi e lasci che sia la tua essenza a guidarti. Consapevolezza e presenza! Quando raccontiamo -“Io faccio questo e tu no, quindi non puoi capire”- chi è davvero a parlare? Può essere Rabbia e Paura o Venisco e Gimbaudo, ma è sempre il nostro amatissimo Ego. Tutto fluttua tra l’identità e l’IO SONO.

Che cos’è un nome? Questa è forse la domanda da cui partire…

jordan-whitt-83955-unsplash.jpgPh. Jordan Whitt- Unsplash Site